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  11 gennaio 2020

Rush, le reazioni alla morte di Neil Peart

Il batterista e lyricist della band prog canadese si è spento a 67 dopo una lotta con il tumore

Con una nota arrivata ieri sera a colpire la comunità rock mondiale, i Rush hanno annunciato la morte di Neil Peart, loro batterista e lyricist, avvenuta martedì scorso all'età di 67 anni.

Il musicista, tra i batteristi più tecnici e innovativi della storia del rock, lottava da circa tre anni e mezzo con un tumore al cervello che, purtroppo, alla fine ha avuto la meglio.

 "È col cuore spezzato che condividiamo la tragica notizia che il nostro fratello, amico e socio Neil ha perso martedì  scorso la sua lotta  di tre anni e mezzo contro un "Glioblastoma" - si legge nella nota condivisa dal cantante e bassista Geddy Lee e dal chitarrista Alex Lifeson attraverso l'account dei Rush - "Coloro che desiderano esprimere le proprie condoglianze possono farlo scegliendo un'organizzazione di ricerca sul cancro e fare una donazione per conto di Neil".

Il membro dei Rush era considerato da numerosi colleghi come un esempio, il batterista preferito dai batteristi, e a stretto giro dalla scoperta della morte di Neil Peart sono arrivati numerosi gli attestati di stima e le reazioni alla sua scomparsa.

In prima linea Dave Grohl di Foo Fighters e Nirvana che ha ha voluto condividere il suo aneddoto a proposito del musicista canadese: "Oggi il mondo ha perso un gigante della storia del rock, fonte di ispirazione per milioni di persone con un sound riconoscibile che ha spinto generazioni di musicisti - me incluso - a prendere in mano le bacchette e inseguire un sogno. Ricordo ancora nitidamente il momento in cui ascoltai per la prima volta "2112" quando ero giovane. Era la prima volta che ascoltavo davvero un batterista e da allora la musica non è più stata la stessa. Era chiamato 'Il professore' e per un motivo: perché tutti noi abbiamo imparato da lui. Grazie Neil per aver reso il mondo un posto migliore con la tua musica". Il batterista dei Foo Fighters, Taylor Hawkins, ha commentato solamente scrivendo: "Neil aveva le mani di Dio".

Le reazioni sono arrivati da molti altri musicisti e appassionati come Peter Frampton, Geezer Butler dei Black Sabbath, Brian Wilson dei Beach Boys, i Kiss, Jack Black, Lars Ulrich dei Metallica, Billy Corgan degli Smashing Pumpkins e Max Weinberg della E Street Band di Springsteen.

Proprio Weinberg racconta di quando Peart si fosse speso personalmente per far aprire l'allora teenager Jay Weinberg - ora batterista degli Slipknot - per aprire un concerto dei Rush a Boston.

L'umanità del batterista dei Rush viene sottolineata anche da un altro collega, Lars Ulrich, che scrive: " Grazie Neil, per essere stato fonte di ispirazione e per i tuoi suggerimenti lungo il cammino, specialmente nei primi tempi, quando ti prendesti il tempo di parlare con un giovane e acerbo batterista danese a proposito di registrazione, attrezzatura e delle infinite possibilità che il futuro avrebbe potuto riservare. Grazie per ciò che hai fatto per i batteristi di tutto il mondo con la tua passione, il tuo approccio e la tua dedizione senza pari a questo strumento".

Anche Billy Corgan è voluto entrare nel dettaglio scrivendo: "Lasciate che mi unisca al ricordo di questo grande musicista e poeta sottolineando la sua importanza fondamentale per gli Smashing Pumpkins: ci ha dato le ali per spiccare il volo e ha tracciato una mappa per orientarci. Non esiste un solo batterista rock moderno che non abbia ascoltato la sua musica e abbia parlato di lui con la dovuta reverenza che si riserva a pochi. Come lyricist sono del tutto in debito con lui e, pur non avendo mai avuto la possibilità di incontrarlo di persona, ho sempre avuto la sensazione che fosse un mio amico".

Rush, le reazioni alla morte di Neil Peart



"Tom Sawyer" by Rush (Time Machine Tour 2011: Live In Cleveland) [OFFICIAL]

"Tom Sawyer" by Rush (Time Machine Tour 2011: Live In Cleveland) [OFFICIAL]